Mondo Decadente... Fervida Follia
Il Paese del Tramonto
Molto, molto lontano, c’è un bellissimo paese che nessun occhio umano ha mai visto nelle ore di veglia. Si trova al di là del Tramonto, dove il distante orizzonte segna il limite del giorno, e dove le nuvole, splendide di luce e colore, danno una promessa della bellezza e dello splendore che circondano il paese.
Talvolta c’è concesso vederlo nei sogni.
Di quando in quando vengono, leggeri, gli Angeli che con le loro grandi ali bianche fanno vento alle sopracciglia corrucciate, e pongono tiepide mani sugli occhi addormentati. Ed ecco che lo spirito di chi dorme vola via. Salta dal buio e dall’oscurità della notte. Salpa tra le nubi purpuree, attraverso i vasti spazi della luce e dell’aria. Vola attraverso il profondo blu della volta dei cieli. E percorrendo il remoto orizzonte, si posa nella bella landa al di là del Tramonto.
Questo paese per molti aspetti è come il nostro. Ci sono uomini e donne, re e regine, ricchi e poveri. Ci sono case e alberi, e campi, e uccelli, e fiori. C’è il giorno e c’è anche la notte. E il caldo e il freddo, e la malattia e la salute. I cuori di uomini e donne, e di ragazzi e ragazze, battono come da noi. Ci sono gli stessi dolori e le stesse gioie. Le stesse speranze e le stesse paure.
Se un bambino di quel paese fosse qui accanto ad un nostro bambino, non riconoscereste differenze tra loro, soltanto i vestiti sarebbero differenti. Parlano la nostra stessa lingua. Non sanno di essere diversi da noi. E noi non sappiamo di essere diversi da loro. Quando vengono da noi nei loro sogni, non sappiamo che sono stranieri. E quando noi andiamo nel loro paese nei nostri sogni, ci sembra di essere a casa. Forse questo avviene perché le persone buone hanno casa nel cuore… e dovunque vadano trovano pace.
Il Paese del Tramonto è stato a lungo una landa meravigliosa e piacevole. Non c’era nulla che non fosse stupendo, dolce, piacevole. Fu solo quando arrivò il peccato che le cose là persero la loro perfetta bellezza. Oggi è di nuovo una landa meravigliosa e piacevole.
Dato che là il sole è forte, ai lati di ogni strada sono piantati dei grandi alberi che dispiegano i forti rami. Così i viaggiatori hanno un rifugio. Le pietre miliari sono fontane di acqua fresca e dolce, così chiara e trasparente che quando il viandante le incontra, si siede sulla pietra scolpita e sospira di sollievo, perché sa che ha trovato requie. Quando qui tramonta, là è mezzogiorno. Le nuvole si addensano e riparano la landa dal grande calore. Poi per un pò tutto si addormenta.
Questo momento dolce e piacevole è chiamato il Tempo del Riposo.
Quando arriva, gli uccelli smettono di cantare, e si fermano sotto i larghi cornicioni delle case, o sui rami degli alberi, tra le fronde. I pesci smettono di saltare nell’acqua, e si fermano sotto le rocce, con le pinne e le code immobili come se fossero morti. Le pecore e il bestiame si fermano sotto gli alberi. Gli uomini e le donne si coricano su amache appese tra gli alberi o sotto le verande delle loro case.
Poi, quando il sole ha cessato di sfolgorare e le nuvole si sono dissolte, tutti gli esseri viventi si svegliano.
Gli unici esseri viventi che non dormono nel Tempo del Riposo sono i cani. Si fermano tranquilli, solo mezz’addormentati, con un occhio aperto ed un orecchio dritto. Fanno la guardia tutto il tempo. Se poi arriva qualche straniero nell’ora del riposo, i cani si alzano e lo guardano, dolcemente, senza abbaiare, per non disturbare nessuno. Capiscono se il nuovo venuto è innocuo. E se è così, si accucciano ancora, e anche l’estranio si corica finché il Tempo del Riposo finisce.
Ma se i cani pensano che l’estraneo è venuto per fare del male, abbaiano forte e ringhiano. Le mucche cominciano a muggire e le pecore a belare, gli uccelli a cinguettare e a cantare le loro note più alte, ma senza nessuna melodia. E persino i pesci cominciano a saltare e fanno spruzzare l’acqua. Gli uomini si svegliano, balzano dalle loro amache e sguainano le armi. E’ un brutto momento per l’intruso.
Immediatamente è portato davanti alla Corte e processato. Se è riconosciuto colpevole, lo si condanna alla prigione o viene espulso dal paese.
Poi gli uomini ritornano alle loro amache, e tutti gli esseri viventi si ritirano di nuovo fino a che il Tempo del Riposo si conclude.
Se arriva un intruso per fare del male, quanto avviene nel Tempo del Riposo avviene anche di notte. Nella notte sono svegli soltanto i cani, e i malati con le loro infermiere. Nessuno può lasciare il paese sotto il Tramonto se non in una direzione. Quelli che vanno là nei sogni, o che vengono in sogno nel nostro mondo, vanno e vengono senza sapere come. Ma se un abitante cerca di andarsene, non può se non per una sola via. Se prova qualsiasi altra strada, va sempre avanti, gira senza accorgersene, fino a tornare all’unico punto da cui può partire.
Questo posto è chiamato il Portale, ed è vigilato dagli Angeli.
Esattamente al centro del paese si trova il palazzo del re, e le strade si dipanano da ogni lato. Quando il re sta sulla cima della torre, che si erge altissima dal centro del palazzo, può osservare le strade, che sono tutte dritte.
Sembrano diventare sempre più strette man mano che procedono, fino a che si perdono in lontananza.
Attorno al palazzo del re sono raccolte le case dei grandi nobili, vicino al palazzo in proporzione al rango del proprietario. Accanto ci sono le case dei nobili inferiori. E poi quelle di tutta l’altra gente, sempre più piccole quanto più ci si allontana.
Ogni casa, grande o piccola, è al centro di un giardino, con una fontana e un corso d’acqua, e grandi alberi, e aiuole di splendidi fiori.
Ancora oltre, verso il Portale, il paese si fa sempre più selvaggio. Più avanti ci sono fitte foreste e grandi montagne piene di profonde caverne, buie come la notte. Qui risiedono gli animali selvaggi e ogni terribile creatura.
Poi ci sono paludi, acquitrini e profondi pantani, e intricate foreste. Poi tutto diventa così selvaggio che la strada stessa si perde.
Nei luoghi selvaggi oltre questo punto nessuno sa cosa si celi. Qualcuno dice che i Giganti ancora esistenti vivano là, e che vi crescano solo piante velenose. Dicono che là ci sia un vento malsano, che trasporta semi maligni e li diffonde sulla terra. C’è chi dice che lo stesso vento malsano trasporti di laggiù le malattie e le epidemie. Altri dicono che la carestia viva là tra le paludi, e che salti fuori quando gli uomini diventano malvagi… tanto malvagi che gli Spiriti di guardia alla landa ne piangono così amaramente da non vederla passare.
Si sussurra che Morte abbia il suo regno nei luoghi solitari oltre le paludi, e viva in un castello dall’aspetto così terribile che nessuno tra quanti lo hanno visto è sopravvissuto per raccontarlo. Si dice anche che tutti gli esseri maligni che vivono nelle paludi sono i disobbedienti Figli di re Morte. Tutti gli uomini e le donne, i ragazzi e le ragazze, persino i bambini più piccoli dovrebbero imparare a sostenere lo sguardo del tetro re, qualora entrassero nel castello.
Per lungo tempo, Morte e i suoi Figli rimasero fuori dal Portale, e tutto là era gioia.
Ma venne un tempo in cui tutto cambiò. I cuori degli uomini divennero freddi e duri, insuperbiti dal benessere, e non seguirono gli insegnamenti che avevano avuto. Poi, quando nel paese arrivò la freddezza e l’indifferenza e il disprezzo, gli Angeli di guardia vollero affrontare i terrori che stavano là fuori, e trovare punizioni e lezioni che potessero fare del bene.
Le buone lezioni arrivarono –come spesso avviene alle cose buone- dopo il dolore e le tribolazioni, e il loro insegnamento fu grande. La storia del loro arrivo è una lezione per chi è saggio.
Al Portale due Angeli facevano la guardia e vigilavano perennemente. Questi Angeli erano così grandi e così attenti ed erano sempre tanto risoluti nel loro compito di guardia, che c’era un solo nome per indicarli entrambi. L’uno e l’altro rispondevano allo stesso nome se si parlava con loro. L’uno come l’altro sapeva ogni cosa che si può sapere. Ciò non era strano, perché entrambi conoscevano tutto. Il loro nome era Fid-Def.
Fid-Def stavano di guardia al Portale. A fianco c’era un Angelo-bambino, più luminoso della luce del sole. Il suo stupendo profilo era tanto dolce che sembrava sciogliersi nell’aria. Sembrava una luce sacra e viva.
Non stava fermo come gli altri Angeli, ma volteggiava continuamente su e giù. Talvolta era solo una macchiolina, poi all’improvviso, senza che si notasse il cambiamento, diventava più grande dei grandi Spiriti guardiani che erano sempre umani.
Fid-Def amavano l’Angelo-bambino, e quando lui ogni tanto si sollevava, loro aprivano le grandi ali bianche e talvolta lui vi si posava. Le sue stupende, soffici ali ventilavano gentilmente i loro volti mentre si giravano per parlare.
Ma l’Angelo-bambino non andava mai oltre la soglia. Guardava le terre selvatiche all’esterno, ma non metteva mai fuori dal Portale nemmeno la punta di un’ala.
Faceva domande a Fid-Def, voleva sapere cosa c’era là fuori, e perché tutto fosse diverso da quel che c’era all’interno.
Le domande e le risposte degli Angeli non erano come le nostre domande e risposte, perché non c’era bisogno di parlare. Nello stesso momento in cui veniva in mente la voglia di sapere qualcosa, la domanda era posta e la risposta era data.
Adesso la domanda era posta dall’Angelo-bambino e la risposta veniva da Fid-Def. Se noi conoscessimo la non-lingua che gli angeli stavano non-parlando, avremmo sentito quel che segue.
Fin-Def stava parlando con Fid-Def.
“Chiaro non è bello?”
“E’ bellissimo! Sarà una nuova forza della Landa.”
Qui Chiaro, che stava con un piede sulle piume di un’ala di Fid-Def, disse:
“Ditemi, Fid-Def, cosa sono quegli esseri dall’aspetto spaventoso oltre il Portale?”
Fid-Def risposero:
“Sono i Figli di re Morte. Quello più spaventoso di tutti, avvolto nel buio, è Skuro, uno spirito maligno.”
“Come sono brutti!”
“Sono orribili, Chiaro. E questi Figli di Morte vogliono passare attraverso il Portale ed entrare nella Landa.”
Chiaro, a queste notizie terribili, si librò in aria e divenne così grosso che l’intero paese sotto il Tramonto si illuminò. Presto, comunque, divenne sempre più piccolo, finchè fu solo una macchiolina, come il raggio colorato che si vede in una stanza buia quando il sole entra da una fessura. Chiese agli Angeli del Portale:
“Ditemi, Fid-Def, perché i Figli di Morte vogliono entrare?”
“Perché, caro bambino, sono cattivi e vogliono corrompere i cuori di chi abita nella Landa.”
“Ma ditemi, Fid-Def, possono entrare? Di certo se il Padre di tutte le cose dice ‘no!’ devono rimanere fuori dalla Landa!”
Dopo una pausa venne la risposta degli Angeli del Portale:
“Il Padre di tutte le cose è più saggio di quanto persino gli Angeli possono concepire. Egli ribalta sui cattivi i loro stessi progetti, e cattura il cacciatore nella sua stessa trappola. Quando i Figli di Morte entreranno –dato che stanno per riuscirci- faranno un gran bene alla Landa, che vorrebbero insidiare. Perché, ahimè, i cuori del popolo sono corrotti. Hanno dimenticato gli insegnamenti che sono stati loro impartiti. Non sanno quanto dovrebbero essere grati per la loro felice sorte, perché non conoscono la sofferenza. Che abbiano un po’ di dolore, di pena e di tristezza, così che possano accorgersi delle loro strade sbagliate.”
Mentre parlavano, gli Angeli piangevano di tristezza per i misfatti del popolo e il dolore che dovevano sopportare.
L’Angelo-bambino rispose intimorito:
“Allora anche l’essere più terribile sta per entrare nella Landa. Ahinoi!”
“Caro bambino”, dissero gli Spiriti guardiani, mentre l’Angelo-bambino gli si arrampicava in seno, “su di te ricade un grande compito. I Figli di Morte stanno per entrare. A te è stata assegnata la sorveglianza di questo essere tremendo, Skuro. Dovunque vada, tu devi essere là. Così che non accada niente di pericoloso, se non ciò che è voluto e permesso.”
L’Angelo-bambino, intimorito dalla grandezza del compito, decise che doveva fare comunque il suo dovere. Fid-Def andarono avanti:
“Devi sapere, caro bambino, che senza le tenebre non c’è paura dell’invisibile. E nemmeno le tenebre della notte possono spaventare se c’è luce nell’anima. Il buono e il puro non temono né le cose maligne terrene, né le forze che sono invisibili. Il tuo compito è di proteggere i puri e i sinceri. Skuro li circonderà con il suo buio, ma a te è concesso di penetrare nei loro cuori e di rendere invisibile e impercettibile il buio dei Figli di Morte con la tua splendida luce. Ma ti terrai lontano dai malfattori, dai cattivi, gli ingrati, gli spietati, gli impuri e gli insinceri. E così, quando ti cercheranno inevitabilmente per avere conforto, non ti troveranno. Vedranno solo il buio che la luce lontanissima farà sembrare ancora più scuro, perché l’ombra sarà nelle loro stesse anime.
“Ma, oh, bambino, nostro Padre è incredibilmente buono. Egli ordina che, se qualcuno dei malvagi si pentisse, tu dovrai volare da loro all’istante, e confortarli, aiutarli, rallegrarli e porterai l’ombra lontano. Se dovessero solo fingersi di pentirsi, tornando cattivi appena passato il pericolo, o se dovessero agire solo per paura, allora tu dovrai nascondere la tua lucentezza, così che il buio possa diventare ancor più scuro su di loro. Ora, caro, diventa invisibile. Si avvicina il momento in cui al Figlio di Morte sarà permesso di entrare nella Landa. Tenterà di infiltrarsi, e glielo consentiremo, perché dobbiamo agire senza essere visti e senza essere scoperti, per adempiere il nostro compito.”
Allora l’Angelo-bambino si dissolse lentamente, così che nessun occhio, nemmeno quello di Fid-Def, potesse vederlo. E gli Spiriti guardiani si fermarono come sempre accanto al Portale.
Venne il Tempo del Riposo. E tutto si calmò nella Landa.
Quando i Figli di Morte, nelle lontane paludi, videro che non si muoveva nulla, eccetto gli Angeli di guardia, come sempre, decisero di fare un altro tentativo per conquistare l’ingresso nella Landa. Quindi si divisero in gruppi. Ogni gruppo prese una forma diversa, si mossero tutti insieme verso il Portale. Così i Figli di Morte riuscirono a raggiungere la soglia della Landa.
Vennero sulle ali di un uccello di passaggio; su una nuvola che scivolava lentamente nel cielo; nei serpenti che strisciavano sulla terra… nei vermi, nei topi, e nelle talpe che si aggiravano sotto terra. Nei pesci che nuotavano e negli insetti che volavano. Vennero dalla terra, dall’acqua e dall’aria. Così, senza pause o intralci, e per molte strade, i Figli di Morte entrarono nel Paese del Tramonto. E da quell’istante tutto cambiò in quella bella Landa. I Figli di Morte non si fecero riconoscere subito. Uno ad uno gli spiriti più audaci tra loro riempirono tutti i cuori di terrore con la loro venuta, camminando a terribili passi attraverso la Landa.
Ma furono proprio i Figli di Morte a lasciare un benefico insegnamento nei cuori degli abitanti della Landa.
("Il Paese Del Tramonto", Tratto da "Il Paese del Tramonto" di Bram Stoker)
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